Per caso a Mumbai

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Il mio ragazzo sta finendo l’università e sta per laurearsi. Sta facendo una tesi di comparazione dei modelli distributivi delle grandi catene, come Zara, McDonald, Starbucks, SubWay, Nike, Adidas, ecc, tanto per citarne alcuni, relativamente ai modi in cui queste catene appunto si approcciano al mercato italiano, o per semplicità occidentale, e a quello indiano, o se vuoi, ai mercati delle economie in via di sviluppo;

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ha rimandato questo viaggio per troppo tempo, fino a che non si è ritrovato a inizio gennaio con la fretta di consegnare la tesi a breve e di dover quindi prendere la drastica decisione di dover partir da solo. Un bel giorno mi chiede “ma tu non riesci a venire con me?!” .. quando le mie orecchie han captato tra le righe il verbo VIAGGIARE non ci ho pensato 2 volte e mi sono subito mobilitata al lavoro per andare via una settimana; ottenute le ferie abbiamo fatto visto biglietto e prenotato l’albergo nel giro di un paio di giorni !! .. insomma come inizio 2014 una bella gita fuori porta e fuori programma in India ci stava proprio. Ovviamente sapevo bene che non sarebbe stata una vacanza all’insegna del relax.. sapevo già quello che mi aspettava, avremo dovuto girare per Mumbai ad intervistare i negozi, facendo domande e foto utili al fine della tesi del mio ragazzo (lo stesso lavoro lo avevamo fatto la settimana prima a Milano) dalla mattina alla sera; e poi l’India, a meno che non vai nelle località balneari come Goa, non è proprio la meta del turista che vuole staccare una settimana per trovare un angolo di paradiso, tutt’altro, aspettatevi l’inferno !! .. però io ero contentissima di questo viaggio, a me basta dirmi “ti porto a roccacannuccia” e già mi fai felice.. se mi porti in India che devo dire… SI PARTE!

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Abbiamo girato molto a piedi e in taxi (sono davvero tanto tanto economici), e una volta abbiamo preso pure il tuc tuc;

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in una settimana avrò visto 5 persone di pelle bianca; gli indiani non sono abituati a noi, tanto è che avevo tutti gli occhi puntati addosso, non solo dagli uomini, ma anche dalle donne.. mi sentivo quasi una venere !! ..poi capii perchè.. In india il MUST è “sbiancarsi la pelle”, sono infatti numerose le pubblicità in tv che promuovono ciò, e sono altrettanto numerosi i prodotti per arrivare ad ottenere una pelle più chiara!

Una cosa che mi ha fatto pensare, è stato il fatto che nei negozi di cosmetica accanto al prodotto, ad esempio uno shampoo, vi è posto un libretto illustrativo che spiega come lavarsi i capelli, oppure i camerieri di una qualche catena ricevono indicazioni circa i modi in cui lavarsi le mani! .. tutto questo da noi sarebbe assurdo, sono concetti che ormai sono assimilati, ci nasciamo e li diamo per scontati.. Addirittura ci sono negozietti, se così possiamo chiamarli, che vendono i campioni monodose di prodotti, che da noi invece vengono regalati o troviamo nei giornali, per 3 rupie (pari a 4 centesimi di euro), in modo di dare la possibilità a “tutti” di lavarsi almeno una volta alla settimana.

Però ci sono anche gli indiani occidentalizzati, quelli ricchi, sicuramente in minoranza rispetto alla popolazione, quelli che forse sono anche più avanti di noi.

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Loro vivono in un mondo finto, in questi alberghi 5 stelle superior al cui interno puoi trovare ristoranti di lusso, negozi di grandi marchi, discoteche, e terrazze all’ultimo piano dove guardare una Mumbai illuminata di notte che dall’alto sembra quasi bella perchè la povertà si nasconde nel buio, e gli “odori” tanto in alto non arrivano.
I ragazzi indiani ricchi, sono come noi (forse più ricchi), studiano, vanno a ballare(e quanto ballano!! altrochè i ragazzi italiani), si fanno l’amante, approcciano le ragazze o i ragazzi, si ubriacano, fumano,.. insomma si godono la vita..

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L’india è un paese con grossi contrasti dunque; viene inserito tra le economie in via di sviluppo, ma sinceramente di sviluppato ci ho visto ben poco, se non le catene delle multinazionali appunto e questi lussuosi alberghi grattacielo (dove ho pernottato anche io) che sorgono tra una baraccopoli e l’altra! .. distese infinite di baraccopoli quindi, sporcizia a gogo,

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fogne a cielo aperto, odori di putrefazione e di escrementi, tantissimi cani abbandonati e moribondi lungo la strada, un inquinamento acustico da far paura (la sera tornavo in hotel con i giramenti di testa al limite dello svenimento), bambini sudici e deperiti che ti inseguono per la strada chiedendoti l’elemosina,

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taxisti assassini che guidano senza regole (non è presente nessuna segnaletica stradale.. e io penso di aver perso almeno 10 anni di vita!) che suonano il clackson per sport, come se non ci fosse un domani (e forse veramente la vivono così), lavanderie pubbliche (e la cosa mi ha piùttosto sconvolta.. in queste pubblic laundry ci vivono almeno 5000 indiani),

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gente che dorme per strada,

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gente che defeca per strada, ecc

Potrei continuare a scrivere per ore ma nessuna delle mie parole potrà rendere troppo bene l’idea finchè non ci si ritrova sul posto.

Devo dire che io ero abbastanza preparata, cioè sapevo più o meno a quello che si sarebbe andato incontro, ma Filippo, il mio ragazzo, a quanto mi ha detto, decisamente no, lui credeva di andare in una capitale, la capitale economica dell’India, e che tutto fosse a grandi linee a posto, “pulito e ordinato”, tutt’altro, percui per lui lo shock è stato maggiore !

Però l’india, o perlomeno Mumbai, non è solo questo, insomma è colore,

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è sorrisi, è gente che se ti vede smarrito ti si avvicina a chiedere se hai bisogno, è una distesa di terra rossa dove centinaia di indiani si allenano tutti i giorni a cricket (lo sport nazionale),

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é cibo speziato (con il quale però bisogna andarci piano..),

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è sicura, perchè nonostante la grossa povertà che si avverte da ogni parte, non c’è stato momento in cui mi sia sentita in pericolo, è un ritrovarsi a chowpatty beach dopo il lavoro a respirare aria “buona” (per i loro criteri ovviamente),

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è una passeggiata “tranquilla” a Marin Drive (con milioni di macchine che sfrecciano di fianco);

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insomma l’India è un paese colorato da scoprire, da capire, da guardare, da respirare, da assaggiare,.. è un paese che fa riflettere.. ecco perchè forse l’autrice di “mangia prega ama” ha deciso di ambientare una parte del libro proprio in India !

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Devo essere sincera, non riuscirei proprio ad amalgamarmi con loro come fa la protagonista del libro; dopo una settimana a Mumbai, sebbene mi dispiacesse tornare a casa, non ne potevo più di quello stile di vita; penso che per un occidentale sia quasi impossibile vivere in certi paesi per più di un tot di tempo, devi avere uno spirito di adattamento veramente smisurato.

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Nonostante tutto, questo viaggio l’ho apprezzato tantissimo; è facile prendere e andare in vacanza al mare, te ne stai lì a farti baciare dal sole(cosa che io adoro), ti rilassi e dopo una settimana sei a casa punto e a capo e ciò che ti resta è l’abbronzatura che via via se ne va; certi viaggi invece ti segnano dentro, e ti rimangono, se non per sempre, per un bel periodo.

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Mi piacerebbe sapere se nel web qualcuno ha effettuato un viaggio spirituale in questa terra.. cosa lo ha spinto, e come è andata ..

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Mi piacerebbe sapere di chi è andato in India, quali sono state le emozioni e le riflessioni del caso.

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4 pensieri su “Per caso a Mumbai

  1. Io ho vissuto un anno in India e probabilmente tornerò se non a breve comunque fra poco… Ho iniziato un blog appunto per riuscire a “sopravvivere” meglio in un paese di certo non facile, ricco di contraddizioni come hai scritto tu.

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  2. Che belli i tiffin dell’ultima foto! Io vorrei andarci prima o poi in India, ma a vedere proprio quello che hai visto tu, fuori dai circuiti turistici. Qua a Murcia fra buddisti-avventurieri-veg è un po’ una moda andarci, ma non ho mai mai visto foto di cose ‘brutte’ come quelle che hai pubblicato tu, non ci vanno in quei posti.

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