WEEK N.21: …E PER FINIRE BALI!

20140727-102205-37325187.jpg

Lasciato l’inverno fresco ma soleggiato australiano, siamo atterrate nell’inverno caldo/umido ma nuvoloso indonesiano! In aereoporto ad attenderci c’era il Sig. Gusti, proprietario dell’homestay che avevo prenotato un paio di mesi fa; trattasi di una sorta di Bed & Breakfast in stile balinese vicino alla frenetica Kuta! Quando scrivo ‘vicino’ intendo 15/20 minuti di macchina almeno.. necessari, non tanto per i Km da percorrere ma per il traffico assurdo che popola le strade di Bali!
Voglio fare un po’ di pubblicità alla Gusti Homestay che mi ha ospitato per 5 giorni e 4 notti! Ho speso poco più di 100 euro.. per avere servizio gratuito da/per l’aeroporto, un ottima colazione balinese diversa tutte le mattine, scooter gratuito – per chi pernotta almeno 3 notti – che non abbiamo mai usato, primo perché non ce la sentivamo di guidare in mezzo alla giungla stradale balinese, e secondo perché compreso nel prezzo disponevamo di autista personale che ci ha scorrazzato ovunque noi gli dicessimo di andare! Quindi chi fosse interessato ad andare a Bali si segni questo nome: Gusti Homestay Bali (KEROBOKAN) , che potete trovare su internet nel loro sito personale, ma anche su airbnb. Se non vi fidate del mio parere, andate a leggere le altre recensioni su Trip Advisor, sono tutte ottime! MA non aspettatevi l’albergo a 5 stelle! Scegliere questo posto significa vivere più profondamente l’esperienza balinese a un ottimo rapporto qualità prezzo!

IMG_1526

Dunque, per quello che ho girato (come una pazza ovviamente) questi giorni, posso dire che Bali mi è parsa un’isola completa e varia.. si parte la mattina per un bel giro mistico verso i diversi templi sparsi un po’ per tutta l’isola, nel pomeriggio si può praticare surf o diving in numerose spiagge.. e poi usciti dall’acqua, si sorseggia l’aperitivo a Jimbaran che regala un tramonto spettacolare; una volta che il sole è calato si può finire di scatenarsi nella nottambula Kuta. Questa potrebbe essere una giornata tipo.. ma ci sono altre cose da fare e da vedere.. come le Rice Terrace nella zona di Ubud, ovvero una serie di barettini/ristorantini affacciati su di una immensa risaia verde, le monkey forest piene di scimmiette ladruncole (a me veramente una di loro mi ha fatto la pipì nelle gambe.. che schifo.. ho tirato un gran urlo! ..ma mi hanno detto che porta bene), gli zoo, l’elephant safari, la degustazione dei thè e del tipico caffè di Bali, ovvero il Kopi Luwak (così chiamato perché proviene, tenetevi forti, dalle feci del Luwak, un’animale a quanto pare aggressivo, simile a un furetto gigante) ottimo per gli amanti del caffè con sapore strong! ..e per chi dispone di più tempo, non fatevi mancare una gita nelle vicine isole come Gili e Lombok. Ma non sono qui per fare la Lonely Planet della situazione; infatti sono qui per omaggiare i balinesi, persone davvero cordiali, e gentili, sempre sorridenti, e ogni qualvolta tu gli chiederai qualcosa, loro ti risponderanno “no problem” .. della serie, una soluzione si trova! Infatti io e Giulia abbiamo notato e apprezzato questo atteggiamento, tanto che una sera, durante una cooking class con il nostro amico Gusti, gli abbiamo detto “You say everytime ‘no problem’, you’re very kind with us! In Italy people would say instead ‘there is a problem’ “, e lui si è messo a ridere, come a confermare quanto detto!
Vi racconterò anche dell’incontro con Ketut.. ovvero il “santone” che chi ha letto o visto “mangia prega ama” saprà sicuramente a chi mi sto riferendo!

IMG_1546

Ok, scrivo 2 righe per chi non conosce la storia; la protagonista di “MPA”, Liz (Elisabeth Gilbert), passa gli ultimi mesi del suo anno sabbatico a Bali, spendendo gran parte del suo tempo con questo Ketut, “the medicine man”, per imparare e perfezionare l’arte della meditazione. Questo signore, che dovrebbe aver superato i 100 anni, è lo stesso che ha preso parte nel film, tanto che nella sua casa, ci sono appese le foto di lui con Julia Roberts, l’attrice che ha interpretato Liz. Mi dispiace solo che quel giorno mi sono dimenticata il libro a casa e non ho potuto farmelo autografare.. anyway.. è dal primo giorno che sono atterrata a Bali che chiedevo di questo personaggio, ma non mi capivano perché pronunciavo il suo nome all’inglese “KetAt” .. invece si chiama KetUt e si pronuncia KetUt.. “the paranormal???” mi ha chiesto Gusti ! 😛
Gli sono rimasti due denti poverino al sig. Ketut, eppure non si vergogna di mostrare sempre e comunque un sorriso che trasmette una positività incredibile. Dicevo appunto, avendo solo 2 denti e non parlando propriamente inglese, io e Giulia abbiamo capito metà delle cose che ci ha detto.. “you are Pery Pery Luckyyyyy and Pery Pery Prettyyyyy”.. and “You are strong and healthy” .. e altre cose personali che non mi va di riportare. Chi ha intenzione di fargli visita consiglio di andare la mattina presto, perché c’è poca gente (io e Giulia eravamo solamente la n. 3 e 4, mentre il pomeriggio rischi di avere 20/30 persone in fila!)

IMG_1618

Rimanendo in tema di persone, tutte quelle poche volte che mi è capitato di visitare paesi poveri, come l’Indonesia del resto, c’è sempre una domanda che mi assilla: “PERCHE’?” .. perché la vita è ingiusta ?.. perché io sono nata dalla parte giusta del mondo (e mi lamento) e loro dalla parte “sbagliata” (e sorridono)?? .. cosa ho fatto io per meritarmi il posto migliore e cosa hanno fatto loro per meritarsi di vivere in miseria ? .. e poi mi cerco di impersonificare in loro (anche se è impossibile), e mi chiedo come si immaginano la ricchezza !.. sanno che cos’è il lusso ?.. ci aspirano ? oppure sono contenti con il loro motorino che li riporta alla baracca ?
Insomma si, alla fine ho mille quesiti in testa.. che, almeno per un po’, mi fanno apprezzare quella che noi (che leggo mille volte nei post su facebook) chiamiamo “vita di merda”! .. loro cosa dovrebbero scrivere su facebook ?? .. ah dimenticavo..loro facebook non ce l’hanno..
Mi sono ripromessa che se mai avrò dei figli, il primo viaggio che farò con loro nell’età della ragione, non sarà certo verso Disneyworld, ma proprio in uno di questi paesi che la nostra classificazione economica chiama stupidamente “in via di sviluppo” ! .. “tocca” vedere quanto è lunga quella via…

20140727-102203-37323068.jpg

Comunque mercoledì sera 23 luglio alle 21.50 (balinesi) si è conclusa la prima parte del mio lungo e colorato viaggio. Sono atterrata in Italia il 24 luglio verso le 13.00. Ma del mío rientro a casa a sorpresa ve ne parlerò prossimamente in un’altro articolo.

Annunci

WEEK N. 20: DALLA GOLD COAST ALLA CITTA’ PERFETTA

Riuscire a raccontare tutto quello che ho combinato questa settimana in un solo articolo senza farla “troppo lunga” sarà un’impresa ardua.

20140720-110920-40160226.jpg

Come vi avevo preannunciato, è arrivata Giulia, la mia amica italiana, ma dalla Francia perché lavora vicino a Parigi.. la nostra è un’amicizia “giovane” come noi, nel senso che non siamo certo le classiche amiche da “quando siamo nate”, ma sono circa 4/5 anni che ci conosciamo, e da allora ci siamo viste più in giro per il mondo che nella nostra città natale! L’ho raggiunta a Londra quando ha studiato là per un mese, ci siamo incontrate a Trieste per un paio di giorni, per poi proseguire in Croazia dove ha la casa, mi ha raggiunta in montagna dove avevo (ahimè) la casa io, sono stata a Bologna dove faceva l’università, ho colto l’occasione di andare a Parigi grazie al fatto che ha iniziato a lavorare in Francia; si è vero, ora che lo scrivo, sono più io che ho raggiunto lei, ma il fatto che questa volta sia arrivata fino in Australia “because of me” ha fatto sicuramente pareggiare l’ago della bilancia! Chissà la prossima tappa dove ci vedrà coinvolte; Giulia infatti, in vista della mia vicina partenza di settembre “ancoranonsisaperdove”, non fa altro che propormi mete quali : Antille francesi, sud Africa, America Latina.. con la speranza di poter venire a trovarmi di nuovo durante le ferie natalizie.. furba la ragazza 😛

Sono circa due mesi che preparo con meticolosità e attenzione il nostro viaggio, studiando le tempistiche, tenendo in considerazione la mole di valigia che mi trascino, e leggendomi tutta d’un fiato, con tanto di sottolineature scolastiche, la lonely planet relativa ai posti che avremmo visitato.. ho prenotato alberghi, ostelli, bus, pullman, aerei, e ho stilato una serie di idee di itinerari, attività, ristoranti, locali.. certo avendo solo due settimane a disposizione, per vedere tutto quello che ci ho infilato io, il mio tour a tratti è stato un tour de force! Ma siamo rimaste entrambe soddisfatte perché abbiamo fatto e visto tutto quello che si poteva fare e vedere..e poi essendo appena atterrate a Bali, siamo già consapevoli che quest’ultima tappa ci regalerà il relax che in questi giorni è stato surclassato dalla frizzante Gold Coast, dalla sportiva Byron Bay e dalla cosmopolita Sydney !

Si anche questa settimana ho messo la bandierina su 4 destinazioni, ho salutato definitivamente il Queensland, e sono approdata in New South Wales o Nuovo Galles del Sud, e ora ho addirittura cambiato continente..INDONESIA!
Della Gold Coast ve ne avevo già parlato, e più che altro l’ho vissuta/vista/goduta con Mica perché Giulia poverina appena arrivata è riuscita giusto a reggere una lunga passeggiata in spiaggia, per poi collassare alle 4 del pomeriggio nel letto della casa di Barbie (Zia Tanya) sotto l’effetto del jet lag!
Domenica mattina ho saluto tutti, in particolare la pestifera Ava che in qualche modo mi ha permesso tutto questo, dopo di ché io e Giulia fresche come rose abbiamo raggiunto Byron Bay, una piccola località di mare poco dopo il confine con il Queensland, famosa per praticare il surf, per le sue bellezze naturali, e per avere uno stile hippy-chic se vogliamo.. almeno io l’ho vista così!
Nonostante stiamo visitando questi posti in pieno inverno, dove luglio è considerato il mese più freddo, non ci siamo fatte mancare un’esperienza sulla tavola da surf!!
Il nostro istruttore Simon, soprannominato “Belli Capelli” perchè non se li lava dal lontano ’92, ci ha fornito le mute, ci ha portato in spiaggia per un veloce breefing, in cui dire che abbiamo capito la metà delle cose che ci ha spiegato è dire molto, e ci ha buttato in acqua senza paura.. è stato più facile a farsi che a dirsi, infatti dopo le prime due ondate in cui non riuscivamo neanche a metterci in piedi, poi siamo state sulla cresta dell’onda per il resto del tempo 😉

20140720-110914-40154342.jpg

Da Byron Bay a Sydney ho provato finalmente l’ebrezza di viaggiare in Grey Hound. Per chi non lo sapesse, il Grey Hound è il tipo di pullman/coatch che fa il giro dell’Australia; puoi acquistare una tratta, oppure un biglietto aperto che ti permette di scendere e risalire dove vuoi e quanto vuoi. Grazie a Dio eravamo quattro gatti su quel pullman, così abbiamo potuto permetterci di stenderci e riuscire a passare la notte “dignitosamente”. Martedì mattina veniamo parcheggiate in piena Sydney, sotto un cielo grigio, con temperature sempre più basse.. ma per fortuna il sole non ha tardato a raggiungerci!

Il mio problema è che vengo dai “tropici” si può dire! non sono equipaggiata per l’inverno.. tanto per rendervi l’idea del disagio, sono arrivata a fare come i tedeschi.. sandali e calzetti!! vi giuro e mi giuro che non lo farò mai più.. 😛

Dopo 4 giorni spesi in questa città, che dirvi di Sydney ?! ..che per me rappresenta una città quasi perfetta, e dico quasi perché la perfezione non esiste!
Una grande città coi ritmi di una piccola, poca criminalità e conseguente sensazione di sicurezza, la gente lavora per cui è felice, e lavora senza stress percui è serena, locali di tutti i generi in cui uscire dal lunedì alla domenica, a pochi passi c’è il mare e numerosa spiagge per tutti i gusti frequentata in qualsiasi periodo dell’anno, in cui sono rimasta stupefatta dalla bellezza dell’acqua e dalla natura circostante, il clima è prevalentemente caldo, e quando è freddo(giugno, luglio e agosto) è come una nostra primavera quando c’è il sole, o come un nostro autunno quando è nuvoloso.. insomma c’è tutto quello che potrei desiderare.. se non fosse che sia dall’altra parte del mondo dei miei affetti!

20140720-110916-40156349.jpg

Però.. eh si c’è un però! ..la parte critica di questa tappa è stata senza dubbio l’ostello.. scelta obbligata per risparmiare qualche spiccio! Mi dispiace, forse l’avevo già scritto in un articolo precedente, lo ribadisco di nuovo in caso, non sono una backpacker e non lo sarò mai.. e poi “mi sanno” di zozzo tutto e tutti negli ostelli.. questa volta poi ci sono cose che mi hanno scioccata.. soprattutto le ragazze(e probabilmente anche i ragazzi) che facevano la doccia scalze.. come si fa?! un minimo di coscienza.. io mi sono presa un fungo agli occhi solo a vederle! Tuttavia, sebbene in un primo momento io e Giulia siamo rimaste sulle nostre, tanto da guadagnarci il titolo delle “lesbicone della 10 verde”, poi ci siamo sciolte e aperte(sempre con una certa discrezione) alla vita da ostello; ci siamo divertite, abbiamo fatto cena nella cucina comune e abbiamo conosciuto un po’ di gente “dal mondo”, ognuno con le sue storie; in particolare voglio menzionare Fabio che ci “abborda” con un “siete pugliesi ?” .. Il caso vuole che tra me e Giulia ci sia sempre un Fabio-giullare della situazione! Infatti con lui ci siamo fatte delle gran risate perché è proprio un personaggio non del tutto legittimo! Non ho ben capito da quale parte dell’Italia provenga e quale sia il suo problema. Il ragazzo ha 31 anni ed è arrivato a Sydney 20 giorni fa, e sono 20 giorni che è rinchiuso in ostello a scrivere il curriculum, in uno stato depressivo perché sta finendo i soldi ed è arrivato al limite di sopportazione a vivere in una stanza di 2 metri quadrati con altre persone (su questo non lo biasimo!). Non riesce a finire di scrivere il CV perché dice che in ostello c’è casino e perché non trova la traduzione inglese di “perito meccanico”.. ma sopratutto non capisco cosa gli serva questa traduzione visto che cerca lavoro come “kitchen hand” e visto che fino a prima di venire qui faceva l’insegnante di pilates.. già capite che qualcosa non torna! Ad ogni modo Giulia, dopo 20 giorni di ricerche, gli ha trovato la traduzione su internet in 20 secondi, e dopo qualche cazziatone di sprono da parte nostra, il giorno dopo Fabio si presenta a noi con aria soddisfatta per aver finalmente terminato il suo CV, con tanto di copie da spargere in giro per la città. Ne consegna 12! Non si è sprecato ma meglio di niente .. addirittura viene subito richiamato per un colloquio.. “..ma non ho voglia di lavorare..” dice! “Ma Fabio te ne vai un po’ a ca..re!!” gli facciamo noi! Ecco perché alcuni tornano dall’Australia e dicono che non si trova lavoro..

Comunque oggi è stata una giornata importante.. ho dato l’esame di inglese, il famoso IELTS ! non posso ancora dirvi come è andata perché i risultati vengono spediti e pubblicati on line tra una quindicina di giorni. Intanto incrociate le dita insieme a me 😀

Ora vi saluto, voglio trovare il famoso Guru di Bali, Ketut Lyier, il santone con cui Elisabeth Gilbert, la protagonista di Mangia Prega Ama passa il suo ultimo periodo di viaggio a Bali !!

20140720-110918-40158378.jpg

WEEK N.19 : PROVA A PRENDERMI !

20140712-185530-68130099.jpg

…e adesso provate a prendermi !! Perché ho lasciato Cairns da 5 giorni e ho già fatto tappa in 3 destinazioni diverse.. è iniziato il tour, definitely!! Con una valigia di 30 kg e un cuore gonfio di ricordi, martedì mattina ho preso il volo; prima tappa del tour: BRIBI ISLAND.

Bribi Island è, credo, l’unica isola australiana collegata alla terra ferma; dista circa un’oretta da Brisbane procedendo verso nord, ed è vicina alla Sunshine Coast; posto ideale per famiglie con bambini piccoli, e pensionati. Quindi a questo punto vi chiederete come ci sono finita qui ??? semplice, io ed Ava abbiamo raggiunto lo zio Bryan (Sandy’s brother) e famiglia (Nicole, la moglie, Brianna e Mason, i 2 figli di 13 e 8 anni rispettivamente). L’isola è carina.. un bel mare, una natura piuttosto selvaggia, ideale per pescare, farsi una pedalata, mangiare un gelato al tramonto..insomma un posto tranquillo in cui rilassarsi un paio di giorni ma non di più! Infatti in quel paio di giorni ne ho approfittato per studiare inglese, farmi un giro in bicicletta, mantenere la mia tintarella in una lunghissima spiaggia dall’acqua cristallina, e fare una camminata nel sentiero che collega le due estremità dell’isola, ecc

Non sono stati del tutto spensierati ad ogni modo questi due giorni, perché mi sono sentita di nuovo sola, di nuovo con gente a me sconosciuta, a pensare e ripensare alle persone che avevo appena lasciato e a quello che avevo costruito in quel di Cairns in questi mesi. Insomma alti e bassi. Ma i tristi pensieri che ho sparso per l’isola tra una pedalata e una passeggiata se ne sono andati non appena giovedì siamo scesi verso sud. Sono passa dallo zio Bryan alla Zia Tanya, dalla vita tranquilla di Bribi Island, alla mondanità della Gold Coast.

20140712-190347-68627982.jpg

La Zia Tanya viveva a Cairns come Sandy, ma un certo punto della sua gioventù ha detto “vado in Gold Coast a trovare un uomo ricco da sposare”, e così ha fatto.. e te ne sono grata zia Tanya perché mi hai permesso di soggiornare nella tua lussuosa casa, con la moquette rosa come la casa di Barbie, sul canale con tanto di barca privata davanti alla terrazza, vicino alla trafficata Surfers Paradise, così chiamata proprio perché è il paradiso del surfista. In generale la Gold Coast è una stricia di circa 40 km di divertimento, fatta di 4 parti a tema (DreamWorld, Wet’n wild, MovieWorld e SeaWorld), spiagge lunghissime più o meno affollate, acque trasparenti (certo ancora la Sardegna non la batte nessuno), surfisti ad ogni “angolo” di tutte le età. Daylife and Nightlife ad ogni modo esplodono a Surfers Paradise e Broadbeach. Non ho mai visto la California, ma me la immagino molto simile! Comunque in Gold Coast non ero sola, infatti ad attendermi, oltre Mark, Tanya’s Husband, e Chantal & Monique, le loro due dolci figliolette, c’era Mica, venuta qui con la scusa di riportarsi a casa Ava domenica; e poi col fatto che Bryan, Brianna (che fantasia!) e Mason ci hanno accompagnato in macchina, si sono fermati una notte qui, quindi il primo giorno la casa di Tanya, più che una casa sembrava un ostello! Ad ogni modo io e Mica abbiamo lasciato tutta la prole in mano agli zii e ce la siamo spassata per due giorni; dopo aver affittato una jeep, abbiamo scorrazzato per la costa, abbiamo fatto shopping negli outlet che non potevo permettermi visto che la mia valigia è a rischio esplosione, ma Mica aveva bisogno di un paio di scarpe, e quindi l’ho accompagnata.. è finita che io sono tornata a casa con 2 paia di scarpe perché con un dollaro in più mi davano il secondo paio, e lei con zero scarpe), abbiamo incontrato un suo amico di vecchia data che lavora per Nine West e Mink Pink e siamo pure finite nel suo studio fotografico in cui ci ha fatto qualche scatto.. che risate, che esperienze.. mi mancherà tutto questo!

20140712-190348-68628933.jpg

Ma le sorprese di questa settimana non sono finite.. sabato è arrivata Giulia, la mia amica con cui proseguo il tour.. domani infatti è di nuovo ora di richiudere il valigione rosso, se ci riesco, e viaggiare verso sud, sempre più down under..

Dove??? .. continuate a seguire, le disavventure della Gallinella in fuga

20140712-190351-68631703.jpg

WEEK N. 18: GOOD BYE CAIRNS

20140706-104615-38775489.jpg

La mia mamma australiana me lo disse fin dai primi giorni, quando mi vedeva impaurita, dubbiosa e con gli occhi perennemente lucidi: “stai tranquilla che “domani” sarà già ora di ripartire, e piangerai perchè vorrai restare” .. al tempo non le credevo, vedevo davanti a me solo mesi, settimane, giorni.. infiniti!! Ma passati i “tempi duri”, che se devo fare una stima si aggirano intorno alle 3 settimane, ho iniziato ad avere la mia routine, e la mia vita qui ha preso forma e colore (come avete potuto leggere dai miei articoli settimana dopo settimana).. ho trovato un lavoro, ho iniziato la scuola, ho scoperto diverse culture, ho ricevuto la visita del mio ragazzo, ho festeggiato, ho pianto di nuovo, mi sono divertita, mi sono annoiata, mi sono abbronzata, ho mangiato (il coccodrillo e il canguro), ho bevuto, ho fatto diving and snorkeling, ho sopportato la presenza di rane e “scarafaggi” in casa, ecc ..e proprio l’altra sera, che camminavo con gli amici per la città durante la mia ultima settimana con aria sicura, pensavo a quante cose erano cambiate dalla mia prima settimana in cui camminavo invece da sola tra il sole e la pioggia a lasciare curriculum con attegiamento spaesato.. Da quella settimana ne ho fatta di strada, non solo perchè ho camminato, pedalato, guidato come una pazza per tutti questi mesi, ma soprattutto perchè dopo questa esperienza, ho avuto l’ennesima conferma che si fa! ce la si può fare! ce la posso fare.. che puoi permetterti di mollare tutto e andare dall’altra parte del mondo.. ed essere ancora (più) viva.. di essere contenta e fiera per non essermi fatta prendere dal panico i primi tempi.. e di essere rimasta ad aspettare e a reagire, di aver fatto tutto con le proprie forze, no mamma e no papi, no spalle su cui piangere, perchè sei da solo, impari a diventare amico della solitudine, impari a sbattertene di quei 3 kg in più e ti fai apprezzare per quello che sei, impari un mestiere che non hai mai fatto, impari a farti amica la tua peggiore nemica, impari impari impari …impari tante cose! Torno vincitrice.. della sfida che ho sottoposto a me stessa.. mi sento sempre più una leonessa ruggente! ..e posso dire di aver lasciato il mio segno.. pure visibile! Innanzitutto è stata appesa la mia foto col capo nel ristorante dove lavoro, o meglio lavoravo, in quella che noi dello staff chiamiamo “wall of fame”.. che neanche i camerieri che lavorano lì da una vita si sono aggiudicati un posto 😛 .. e poi ieri sera, per il compleanno di Sandy (festa di chiusura della mia esperienza nella “social house”), durante un discorso, Sandy ha espresso tutta la sua gratitudine nei miei confronti per aver fatto migliorare i risultati scolastici di Ava, ma sopratutto sono stata nominata “nanny più creativa”, per il fatto del blog, e “the most entertaining nanny” .. ahah quanto mi è piaciuta questa frase !! Sono proprio una donna di spettacolo.. 😛 ..se aveste potuto assistere allo “speech di saluti e ringrazimenti” che ho tenuto ieri sera di fronte a una ventina di persone.. un discorso da IELTS voto 8 !! 😛

20140706-104427-38667126.jpg

Ma non è ancora tempo di tornare in Italia.. infatti davanti a me ci sono 2 giorni e 2 settimane circa.. 2 giorni per impachettare le mie cose, pulire la casa che mi ha ospitato, e la macchina che mi ha portata in giro per la città questi mesi.. e poi spiccare il volo verso 2 settimane di tour! 2 settimane di pure vacanze.. no work, no school lesson, no nanny..

Cara Cairns, ti lascio un pezzo di cuore di pelle e di vita !

20140706-104225-38545951.jpg