WEEK N. 20: DALLA GOLD COAST ALLA CITTA’ PERFETTA

Riuscire a raccontare tutto quello che ho combinato questa settimana in un solo articolo senza farla “troppo lunga” sarà un’impresa ardua.

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Come vi avevo preannunciato, è arrivata Giulia, la mia amica italiana, ma dalla Francia perché lavora vicino a Parigi.. la nostra è un’amicizia “giovane” come noi, nel senso che non siamo certo le classiche amiche da “quando siamo nate”, ma sono circa 4/5 anni che ci conosciamo, e da allora ci siamo viste più in giro per il mondo che nella nostra città natale! L’ho raggiunta a Londra quando ha studiato là per un mese, ci siamo incontrate a Trieste per un paio di giorni, per poi proseguire in Croazia dove ha la casa, mi ha raggiunta in montagna dove avevo (ahimè) la casa io, sono stata a Bologna dove faceva l’università, ho colto l’occasione di andare a Parigi grazie al fatto che ha iniziato a lavorare in Francia; si è vero, ora che lo scrivo, sono più io che ho raggiunto lei, ma il fatto che questa volta sia arrivata fino in Australia “because of me” ha fatto sicuramente pareggiare l’ago della bilancia! Chissà la prossima tappa dove ci vedrà coinvolte; Giulia infatti, in vista della mia vicina partenza di settembre “ancoranonsisaperdove”, non fa altro che propormi mete quali : Antille francesi, sud Africa, America Latina.. con la speranza di poter venire a trovarmi di nuovo durante le ferie natalizie.. furba la ragazza 😛

Sono circa due mesi che preparo con meticolosità e attenzione il nostro viaggio, studiando le tempistiche, tenendo in considerazione la mole di valigia che mi trascino, e leggendomi tutta d’un fiato, con tanto di sottolineature scolastiche, la lonely planet relativa ai posti che avremmo visitato.. ho prenotato alberghi, ostelli, bus, pullman, aerei, e ho stilato una serie di idee di itinerari, attività, ristoranti, locali.. certo avendo solo due settimane a disposizione, per vedere tutto quello che ci ho infilato io, il mio tour a tratti è stato un tour de force! Ma siamo rimaste entrambe soddisfatte perché abbiamo fatto e visto tutto quello che si poteva fare e vedere..e poi essendo appena atterrate a Bali, siamo già consapevoli che quest’ultima tappa ci regalerà il relax che in questi giorni è stato surclassato dalla frizzante Gold Coast, dalla sportiva Byron Bay e dalla cosmopolita Sydney !

Si anche questa settimana ho messo la bandierina su 4 destinazioni, ho salutato definitivamente il Queensland, e sono approdata in New South Wales o Nuovo Galles del Sud, e ora ho addirittura cambiato continente..INDONESIA!
Della Gold Coast ve ne avevo già parlato, e più che altro l’ho vissuta/vista/goduta con Mica perché Giulia poverina appena arrivata è riuscita giusto a reggere una lunga passeggiata in spiaggia, per poi collassare alle 4 del pomeriggio nel letto della casa di Barbie (Zia Tanya) sotto l’effetto del jet lag!
Domenica mattina ho saluto tutti, in particolare la pestifera Ava che in qualche modo mi ha permesso tutto questo, dopo di ché io e Giulia fresche come rose abbiamo raggiunto Byron Bay, una piccola località di mare poco dopo il confine con il Queensland, famosa per praticare il surf, per le sue bellezze naturali, e per avere uno stile hippy-chic se vogliamo.. almeno io l’ho vista così!
Nonostante stiamo visitando questi posti in pieno inverno, dove luglio è considerato il mese più freddo, non ci siamo fatte mancare un’esperienza sulla tavola da surf!!
Il nostro istruttore Simon, soprannominato “Belli Capelli” perchè non se li lava dal lontano ’92, ci ha fornito le mute, ci ha portato in spiaggia per un veloce breefing, in cui dire che abbiamo capito la metà delle cose che ci ha spiegato è dire molto, e ci ha buttato in acqua senza paura.. è stato più facile a farsi che a dirsi, infatti dopo le prime due ondate in cui non riuscivamo neanche a metterci in piedi, poi siamo state sulla cresta dell’onda per il resto del tempo 😉

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Da Byron Bay a Sydney ho provato finalmente l’ebrezza di viaggiare in Grey Hound. Per chi non lo sapesse, il Grey Hound è il tipo di pullman/coatch che fa il giro dell’Australia; puoi acquistare una tratta, oppure un biglietto aperto che ti permette di scendere e risalire dove vuoi e quanto vuoi. Grazie a Dio eravamo quattro gatti su quel pullman, così abbiamo potuto permetterci di stenderci e riuscire a passare la notte “dignitosamente”. Martedì mattina veniamo parcheggiate in piena Sydney, sotto un cielo grigio, con temperature sempre più basse.. ma per fortuna il sole non ha tardato a raggiungerci!

Il mio problema è che vengo dai “tropici” si può dire! non sono equipaggiata per l’inverno.. tanto per rendervi l’idea del disagio, sono arrivata a fare come i tedeschi.. sandali e calzetti!! vi giuro e mi giuro che non lo farò mai più.. 😛

Dopo 4 giorni spesi in questa città, che dirvi di Sydney ?! ..che per me rappresenta una città quasi perfetta, e dico quasi perché la perfezione non esiste!
Una grande città coi ritmi di una piccola, poca criminalità e conseguente sensazione di sicurezza, la gente lavora per cui è felice, e lavora senza stress percui è serena, locali di tutti i generi in cui uscire dal lunedì alla domenica, a pochi passi c’è il mare e numerosa spiagge per tutti i gusti frequentata in qualsiasi periodo dell’anno, in cui sono rimasta stupefatta dalla bellezza dell’acqua e dalla natura circostante, il clima è prevalentemente caldo, e quando è freddo(giugno, luglio e agosto) è come una nostra primavera quando c’è il sole, o come un nostro autunno quando è nuvoloso.. insomma c’è tutto quello che potrei desiderare.. se non fosse che sia dall’altra parte del mondo dei miei affetti!

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Però.. eh si c’è un però! ..la parte critica di questa tappa è stata senza dubbio l’ostello.. scelta obbligata per risparmiare qualche spiccio! Mi dispiace, forse l’avevo già scritto in un articolo precedente, lo ribadisco di nuovo in caso, non sono una backpacker e non lo sarò mai.. e poi “mi sanno” di zozzo tutto e tutti negli ostelli.. questa volta poi ci sono cose che mi hanno scioccata.. soprattutto le ragazze(e probabilmente anche i ragazzi) che facevano la doccia scalze.. come si fa?! un minimo di coscienza.. io mi sono presa un fungo agli occhi solo a vederle! Tuttavia, sebbene in un primo momento io e Giulia siamo rimaste sulle nostre, tanto da guadagnarci il titolo delle “lesbicone della 10 verde”, poi ci siamo sciolte e aperte(sempre con una certa discrezione) alla vita da ostello; ci siamo divertite, abbiamo fatto cena nella cucina comune e abbiamo conosciuto un po’ di gente “dal mondo”, ognuno con le sue storie; in particolare voglio menzionare Fabio che ci “abborda” con un “siete pugliesi ?” .. Il caso vuole che tra me e Giulia ci sia sempre un Fabio-giullare della situazione! Infatti con lui ci siamo fatte delle gran risate perché è proprio un personaggio non del tutto legittimo! Non ho ben capito da quale parte dell’Italia provenga e quale sia il suo problema. Il ragazzo ha 31 anni ed è arrivato a Sydney 20 giorni fa, e sono 20 giorni che è rinchiuso in ostello a scrivere il curriculum, in uno stato depressivo perché sta finendo i soldi ed è arrivato al limite di sopportazione a vivere in una stanza di 2 metri quadrati con altre persone (su questo non lo biasimo!). Non riesce a finire di scrivere il CV perché dice che in ostello c’è casino e perché non trova la traduzione inglese di “perito meccanico”.. ma sopratutto non capisco cosa gli serva questa traduzione visto che cerca lavoro come “kitchen hand” e visto che fino a prima di venire qui faceva l’insegnante di pilates.. già capite che qualcosa non torna! Ad ogni modo Giulia, dopo 20 giorni di ricerche, gli ha trovato la traduzione su internet in 20 secondi, e dopo qualche cazziatone di sprono da parte nostra, il giorno dopo Fabio si presenta a noi con aria soddisfatta per aver finalmente terminato il suo CV, con tanto di copie da spargere in giro per la città. Ne consegna 12! Non si è sprecato ma meglio di niente .. addirittura viene subito richiamato per un colloquio.. “..ma non ho voglia di lavorare..” dice! “Ma Fabio te ne vai un po’ a ca..re!!” gli facciamo noi! Ecco perché alcuni tornano dall’Australia e dicono che non si trova lavoro..

Comunque oggi è stata una giornata importante.. ho dato l’esame di inglese, il famoso IELTS ! non posso ancora dirvi come è andata perché i risultati vengono spediti e pubblicati on line tra una quindicina di giorni. Intanto incrociate le dita insieme a me 😀

Ora vi saluto, voglio trovare il famoso Guru di Bali, Ketut Lyier, il santone con cui Elisabeth Gilbert, la protagonista di Mangia Prega Ama passa il suo ultimo periodo di viaggio a Bali !!

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