WEEK N.21: …E PER FINIRE BALI!

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Lasciato l’inverno fresco ma soleggiato australiano, siamo atterrate nell’inverno caldo/umido ma nuvoloso indonesiano! In aereoporto ad attenderci c’era il Sig. Gusti, proprietario dell’homestay che avevo prenotato un paio di mesi fa; trattasi di una sorta di Bed & Breakfast in stile balinese vicino alla frenetica Kuta! Quando scrivo ‘vicino’ intendo 15/20 minuti di macchina almeno.. necessari, non tanto per i Km da percorrere ma per il traffico assurdo che popola le strade di Bali!
Voglio fare un po’ di pubblicità alla Gusti Homestay che mi ha ospitato per 5 giorni e 4 notti! Ho speso poco più di 100 euro.. per avere servizio gratuito da/per l’aeroporto, un ottima colazione balinese diversa tutte le mattine, scooter gratuito – per chi pernotta almeno 3 notti – che non abbiamo mai usato, primo perché non ce la sentivamo di guidare in mezzo alla giungla stradale balinese, e secondo perché compreso nel prezzo disponevamo di autista personale che ci ha scorrazzato ovunque noi gli dicessimo di andare! Quindi chi fosse interessato ad andare a Bali si segni questo nome: Gusti Homestay Bali (KEROBOKAN) , che potete trovare su internet nel loro sito personale, ma anche su airbnb. Se non vi fidate del mio parere, andate a leggere le altre recensioni su Trip Advisor, sono tutte ottime! MA non aspettatevi l’albergo a 5 stelle! Scegliere questo posto significa vivere più profondamente l’esperienza balinese a un ottimo rapporto qualità prezzo!

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Dunque, per quello che ho girato (come una pazza ovviamente) questi giorni, posso dire che Bali mi è parsa un’isola completa e varia.. si parte la mattina per un bel giro mistico verso i diversi templi sparsi un po’ per tutta l’isola, nel pomeriggio si può praticare surf o diving in numerose spiagge.. e poi usciti dall’acqua, si sorseggia l’aperitivo a Jimbaran che regala un tramonto spettacolare; una volta che il sole è calato si può finire di scatenarsi nella nottambula Kuta. Questa potrebbe essere una giornata tipo.. ma ci sono altre cose da fare e da vedere.. come le Rice Terrace nella zona di Ubud, ovvero una serie di barettini/ristorantini affacciati su di una immensa risaia verde, le monkey forest piene di scimmiette ladruncole (a me veramente una di loro mi ha fatto la pipì nelle gambe.. che schifo.. ho tirato un gran urlo! ..ma mi hanno detto che porta bene), gli zoo, l’elephant safari, la degustazione dei thè e del tipico caffè di Bali, ovvero il Kopi Luwak (così chiamato perché proviene, tenetevi forti, dalle feci del Luwak, un’animale a quanto pare aggressivo, simile a un furetto gigante) ottimo per gli amanti del caffè con sapore strong! ..e per chi dispone di più tempo, non fatevi mancare una gita nelle vicine isole come Gili e Lombok. Ma non sono qui per fare la Lonely Planet della situazione; infatti sono qui per omaggiare i balinesi, persone davvero cordiali, e gentili, sempre sorridenti, e ogni qualvolta tu gli chiederai qualcosa, loro ti risponderanno “no problem” .. della serie, una soluzione si trova! Infatti io e Giulia abbiamo notato e apprezzato questo atteggiamento, tanto che una sera, durante una cooking class con il nostro amico Gusti, gli abbiamo detto “You say everytime ‘no problem’, you’re very kind with us! In Italy people would say instead ‘there is a problem’ “, e lui si è messo a ridere, come a confermare quanto detto!
Vi racconterò anche dell’incontro con Ketut.. ovvero il “santone” che chi ha letto o visto “mangia prega ama” saprà sicuramente a chi mi sto riferendo!

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Ok, scrivo 2 righe per chi non conosce la storia; la protagonista di “MPA”, Liz (Elisabeth Gilbert), passa gli ultimi mesi del suo anno sabbatico a Bali, spendendo gran parte del suo tempo con questo Ketut, “the medicine man”, per imparare e perfezionare l’arte della meditazione. Questo signore, che dovrebbe aver superato i 100 anni, è lo stesso che ha preso parte nel film, tanto che nella sua casa, ci sono appese le foto di lui con Julia Roberts, l’attrice che ha interpretato Liz. Mi dispiace solo che quel giorno mi sono dimenticata il libro a casa e non ho potuto farmelo autografare.. anyway.. è dal primo giorno che sono atterrata a Bali che chiedevo di questo personaggio, ma non mi capivano perché pronunciavo il suo nome all’inglese “KetAt” .. invece si chiama KetUt e si pronuncia KetUt.. “the paranormal???” mi ha chiesto Gusti ! 😛
Gli sono rimasti due denti poverino al sig. Ketut, eppure non si vergogna di mostrare sempre e comunque un sorriso che trasmette una positività incredibile. Dicevo appunto, avendo solo 2 denti e non parlando propriamente inglese, io e Giulia abbiamo capito metà delle cose che ci ha detto.. “you are Pery Pery Luckyyyyy and Pery Pery Prettyyyyy”.. and “You are strong and healthy” .. e altre cose personali che non mi va di riportare. Chi ha intenzione di fargli visita consiglio di andare la mattina presto, perché c’è poca gente (io e Giulia eravamo solamente la n. 3 e 4, mentre il pomeriggio rischi di avere 20/30 persone in fila!)

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Rimanendo in tema di persone, tutte quelle poche volte che mi è capitato di visitare paesi poveri, come l’Indonesia del resto, c’è sempre una domanda che mi assilla: “PERCHE’?” .. perché la vita è ingiusta ?.. perché io sono nata dalla parte giusta del mondo (e mi lamento) e loro dalla parte “sbagliata” (e sorridono)?? .. cosa ho fatto io per meritarmi il posto migliore e cosa hanno fatto loro per meritarsi di vivere in miseria ? .. e poi mi cerco di impersonificare in loro (anche se è impossibile), e mi chiedo come si immaginano la ricchezza !.. sanno che cos’è il lusso ?.. ci aspirano ? oppure sono contenti con il loro motorino che li riporta alla baracca ?
Insomma si, alla fine ho mille quesiti in testa.. che, almeno per un po’, mi fanno apprezzare quella che noi (che leggo mille volte nei post su facebook) chiamiamo “vita di merda”! .. loro cosa dovrebbero scrivere su facebook ?? .. ah dimenticavo..loro facebook non ce l’hanno..
Mi sono ripromessa che se mai avrò dei figli, il primo viaggio che farò con loro nell’età della ragione, non sarà certo verso Disneyworld, ma proprio in uno di questi paesi che la nostra classificazione economica chiama stupidamente “in via di sviluppo” ! .. “tocca” vedere quanto è lunga quella via…

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Comunque mercoledì sera 23 luglio alle 21.50 (balinesi) si è conclusa la prima parte del mio lungo e colorato viaggio. Sono atterrata in Italia il 24 luglio verso le 13.00. Ma del mío rientro a casa a sorpresa ve ne parlerò prossimamente in un’altro articolo.

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