Cesenatico: Vanilla & Chocolate bucket challenge

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A 14 anni lessi il mio primo romanzo da “grande”: Vaniglia e Cioccolato, uscito dalla penna della famosa scrittrice italiana Sveva Casati Modignani. La storia d’amore, in parte ambientata a Cesenatico, ha suscitato in me la curiosità di vedere questa piccola cittadina, nata come sbocco sul mare per le esigenze commerciali della vicina Cesena.
Da allora, sebbene abiti a un “tiro di schioppo” da Cesenatico, non ho mai avuto l’occasione di andarci, e ad ogni modo, avendo scoperto questa città tramite un romanzo d’amore, la mia intenzione era quella di andarci un giorno con il “moroso”.
Già dall’Australia, avevo espresso a Filippo, il desiderio di andare un week end a Cesenatico una volta che sarei rientrata a casa, e lui lo ha realizzato, regalandomi una notte fuori proprio a Cesenatico in occasione del mio ultimo week end dell’anno in Italia e del nostro mesiversario.
Se si dice Cesenatico, si dice Porto Canale, famoso per essere stato construito dietro il progetto di Leonardo Da Vinci, dove si snodano, insieme alla casa del poeta romagnolo “Marino Moretti”, una fitta serie di ristorantini eleganti e negozi di souvenir. Il porto canale è anche sede del Museo del Mare, cioè un vero e proprio museo galleggiante composto da un certo numero di barche antiche ormeggiate, ristrutturate e super colorate, ammirabili con una semplice passeggiata lungo il porto canale.
Il porto canale è inoltre il segno evidente di scissione tra Ponente e Levante. Ponente, la parte a nord, è l’area tranquilla e abbandonata dove abbiamo passato la notte; Levante, a sud, è il cuore pulsante dell’estate di Cesenatico; per la sera qui non mancano di certo localini sulla spiaggia da aperitivo, o ristoranti in cui gustarsi una prelibata e abbondante cena di pesce, mentre il dopo cena è in zona faro, in particolare al “molo 9 cinque”, luogo ideale in cui ascoltare musica rock nelle sue due sale, ed essere inglobati in un ambiente vintage-grounge! Al via di una canzone rockettara di un certo livello adrenalinico, il mio ragazzo non ha potuto fare a meno di scattare in una “pogata” su di me, facendo volare la mia capiroska al passion fruit..e facendo finire me nel mezzo di una “mischia” .. PANICO!!!
Il giorno dopo ci siamo rilassati nei lettini del “Bagno Adriatico 62”, una spiaggia ben servita con una cullante musica brasiliana di sottofondo in zona ristorante. Lì abbiamo conosciuto uno svizzero che andava avanti a suon di grappe sotto il sole cocente dell’ora di pranzo. Tra un discorso più o meno serio, si è parlato del fenomeno che quest’estate ha fatto impazzire il web; mi sto riferendo all’ice bucket challenge, inutile che ve lo spieghi perchè suppongo che tutti sappiate a grandi linee di cosa si tratti.
Fino a ieri non mi ero posta il problema, come invece molti hanno fatto, se si trattasse di una cosa giusta o meno. Insomma non mi sono mai esposta in un giudizio.
Ma la riflessione dello “svizzeroubriaco” mi ha definitivamente fatto prendere parte alla critica.. “Sono d’accordo che trovare un metodo per raccogliere fondi per una malattia grave, o per un qualsiasi scopo benefico/umanitario, sia una bella e buona cosa, ma trovo che queste secchiate ghiacciate, in cui è evidente un notevole spreco d’acqua, non siano educative, dal momento che nel mondo ci sono milioni di persone che muoiono di sete”

…e voi cosa ne pensate???

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Ps:ma chi è questa “Liliana Succi”??? ..bè certamente la sapeva lunga..e la pensava come me 😉

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