HORCHATA DE CHUFA ..CHE PASSIONE

Vi avevo già accennato di questa “horchata”, e proprio perchè “ME GUSTA” da morire torno a parlarvene, questa volta dedicandogli un articolo esclusivo. Trattasi di una bibita rintracciabile solo in Spagna, e già sono disperata, quindi ho deciso di andare in fondo alla “chufa”, per scoprire qualcosa di più e magari trovare un modo per importarla 😉

A pochi Km da Valencia città si trova Alboraya (il cui nome, come vi ho “insegnato” nello scorso articolo, iniziante per AL, indica un’origine araba), un piccolo comune che non ha niente di speciale se non per essere il luogo in cui è nata la mia adorata HORCHATA.

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Sono andata a merendar da “Daniel”, che pare essere uno dei locali più antichi in cui gustare questa bibita energetica e preziosa per la salute..

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L’interno è grande, e dispone di ben 3 terrazze su più livelli, lo stile è davvero tipico e unico nel suo genere ..sembra di tornare indietro nel tempo!

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Ricordate che ogni volta che ordinerete un’horchata vi verrà chiesto se la preferite “liquida o granizada (o mista)?”, ed è quasi d’obbligo accompagnare la bibita ad uno (o più) farton, ovvero una sorta di brioche vuota dalla forma allungata che talvolta puoi trovare ripieno e/o ricoperto di cioccolata o in altre variegature.

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Ma questa chufa che cos’è in realtà ??.. ecco che superato il piccolo centro cittadino, si apre la campagna di Alboraya, dove è possibile osservare campi di diverse culture e di chufa, coltivate a la huerta, ovvero tramite un sistema a rotazione introdotto proprio dagli arabi.

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..insomma la chufa non è altro che un tubero..

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..e in qualche orchateria è possibile acquistare sacchetti di chufa per provare a (ri)produrre la propria orchata da casa..

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Sebbene non abbia (ancora) trovato il modo di importarla, intanto mi sono comprata un pacchetto, non si sa mai..

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Sappiate che questa horchata è talmente importante che ne esiste un museo! All’interno protrete capire il significato di una tradizione nata più di 200 anni fa, e apprendere come si elabora l’orchata, come si coltiva la chufa, e come si commercializza.
Il museo si trova all’interno di un country house spettacolare, in direzione Port Saplaya. Per questo ne ho approfittato poi per visitare questo altro piccolo centro marittimo che mi è stato consigliato più volte. Colgo l’occasione per spendere 2 righe a riguardo di Port Saplaya, che i valenciani si azzardano a chiamare “pequeña Venezia”.. dico azzardano perché, per quanto questo sitio sia delizioso, con Venezia non ha molto a che vedere.

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Comunque ne consiglio una visita, una gita domenicale, magari raggiungedola in bicicletta o attraverso una lunga passeggiata sulla sabbia dalla Malvarossa, e magari fermatevi a bere un’horchata da Toni, altro locale cult per l’orchata, a ridosso della spiaggia.

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