NATALE A VALENCIA – LE TRADIZIONI

Sebbene le “miti” temperature valenciane non siano proprio il linea con la mia idea di Natale, l’atmosfera, grazie a decorazioni speciali in tutta la città, riflette tuttavia i giorni di festa.

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A contribuire ci sono anche i profumi che pervadono le strade, provenienti dalle tante bancarelle che offrono la gastronomia popolare di questo periodo, caratterizzata da castagne arrosto, torroni, mandorle, ecc., trovabili anche al Mercado Central che rimarrà aperto per tutto il periodo;

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mentre le associazioni commerciali, dal canto loro, addobbano i rispettivi negozi con motivi natalizi, finanziano l’installazione di un’illuminazione speciale nelle strade, nonché, in molte occasioni, regalano ai clienti la possibilità di partecipare alla tradizionale lotteria di Natale.

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La “Lotería de Navidad” infatti è un avvenimento molto sentito e importante che vede ogni anno la vendita di tantissimi i biglietti. L’estrazione inizia la mattina presto del 22 dicembre e viene trasmessa dalle emittenti radiofoniche e televisive. A partire da questo giorno si può ufficiamente dare il via ai festeggiamenti di Natale in senso stretto.

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Il 24 dicembre è chiamata “Noche Buena”! La tradizione vuole che quella notte le famiglie si riuniscono attorno alla tavola per godere della cena della vigilia di Natale;

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dopo cena Babbo Natale distribuisce i regali ai bambini sotto l’albero. Mentre in Catalogna a portarli non è Babbo Natale, bensì il cosiddetto tio (zio).

Altra tradizione è partecipare a mezzanotte alla Misa del Gallo (Messa del Gallo), definita così perché si dice che fu un gallo il primo ad assistere al lieto evento e si assunse il compito di annunciarlo al mondo.
Particolare celebrazione è quella della Cattedrale, grazie ai “villancico”, ovvero i canti tradizionali natalizi che esprimono stati d’animo felici, ma a volte anche nostalgici e tristi.

Alcuni narrano avvenimenti relativi a Betlemme o alla vita di Gesù, altri parlano di fatti quotidiani e sentimenti. Per questi canti vengono utilizzati strumenti diversi secondo la regione. Anche il giorno di Natale la messa è allietata dalla partecipazione del coro, mentre il Re di Spagna legge il messaggio di auguri che viene trasmesso in televisione.

Passato il 25 dicembre (a tavola), si hanno due giorni di pausa, per poi riprendere i festeggiamenti il 28, il giorno de los Santos Innocentes (letteralmente “i santi innocenti”, commemorazione della Strage degli innocenti), durante il quale ci si fanno scherzi e ci si prende in giro a vicenda; una tradizione longeva che vanta molti sostenitori soprattutto tra i più giovani. Lo scherzo più tipico consiste nel ritagliare un pupazzo di carta e attaccarlo o fissarlo sulla schiena di una persona cara, che lo porterà senza accorgersene, per il divertimento generale.

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Complici d’eccezione di questa giornata sono i mezzi di comunicazione, che inseriscono tra le notizie qualcuna inventata a fini scherzosi.

L’anno si conclude con la Noche Vieja durante la quale si usa mangiare “las uvas de la suerte”, cioè 12 acini d’uva inghiottiti uno dopo l’altro allo scoccare della mezzanotte, brindando con vino cava (simile al moscato).

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In seguito molti si dirigeranno presso uno dei molteplici locali notturni di svago della città per godere di una notte di festa con ballo denominata “cotillón”. La lunga notte di capodanno si conclude all’alba davanti una tazza di cioccolata calda con i churro prima di andare a letto.

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Una volta dato il benvenuto al nuovo anno, i bambini tornano ad essere i protagonisti in occasione del 5 gennaio, giorno nel quale i tre Re Magi d’Oriente sbarcano presso il porto di Valencia alle 17:00 circa, per raggiungere Plaza del Ayuntamiento per dedicare alcune parole a tutti i valenciani.

In seguito, l’illustre palazzo Comunale apre le sue porte affinché i Re Magi possano ricevere nel Salón de Cristal (Salone di Cristallo) tutti i bambini che desiderano parlare con loro e ricevere un regalo dalle loro mani.

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Il 6 gennaio è il giorno in cui si mangia il famoso Roscòn de Reyes, uno dei dolci più antichi di queste feste. Ma delle tradizioni culinarie natalizie spagnole ve ne parlerò domani, nel prossimo articolo 😉

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