TEATRO ROSSINI – La Storia, Le Quinte, i Segreti

Forse non tutti sanno che la vostra Gallinella, prima di darsi alla fuga era un’aspirante attrice di teatro (dialettale e musical).


Il teatro dunque ha fatto parte della mia vita per più di 10 anni, e per sempre mi provocherà un vortice di emozioni! Ammetto, forse stranamente, che il teatro mi piace più viverlo in prima persona che da spettatrice..  ..e grazie alla cooperativa culturare Teatro Skenè ho potuto rimmergermi (seppur in piccola parte e in maniera tuttavia diversa) a distanza di qualche anno, in quelle sensazioni fatte di camerini, sale trucco, prove, adrenalina “pre-show” e di tutto quello che accade dietro le quinte di un teatro, di uno spettacolo, e di una compagnia teatrale.  Infatti un paio di domeniche fa, il 10 Gennaio 2016 per l’esattezza, ho potuto godere di una fantastica passeggiata all’interno del teatro più bello e famoso della mia città!

Sto parlando del Teatro Rossini, che deve il suo nome all’omonimo compositore pesarese Gioacchino Rossini. La visita è molto interessante, e scorre piacevole inizialmente nel foyer con una breve introduzione sul teatro,


dapprima chiamato Teatro del Sole, poi chiuso, poi riaperto, poi crollato a causa di un forte terremoto, e infine riaperto e inaugurato nientepopodimenoche dal tenore Luciano Pavarotti (che a Pesaro ha passato gran parte del suo tempo nella sua villa sul San Bartolo), poi si entra in platea,


  
dove si ascolta comodamente seduti un pò di storia e di storie sul teatro. Il teatro era un pò quello che io oso definire il nostro attuale facebook, la piattaforma social, reale però; il luogo del divertimento, degli incontri, dei pettegolezzi, dei personaggi illustri. Pensate che una volta non c’erano sedie in platea, bensì queste venivamo portate direttamente da casa dalle masse popolari, che dovevano pertanto sorbirsi gli sputi e/o il cibo lanciato dalla borghesia che dei palchi di proprietà ne faceva un uso “domestico”. I palchi, una volta appositamente chiusi e separati l’uno dall’altro, erano una sorta di mini-monolocale in cui famiglie benestanti venivano ad esempio a cucinare, o dove uomini facoltosi si nascondevano dietro le tende con giovani fanciulle… eh eh eh…

Attraverso platea e palchi si giunge al confine con “l’ignoto dello spettatore”;


una porta con suscritto “vietato l’ingresso” perennemente controllata da un “omino” di servizio segna il confine tra il visibile e l’invisibile di uno spettacolo teatrale. Varcare quella porta è stato un pò come superate il gate di un aereoporto ah ah .. da quel momento iniziava il vero viaggio del teatro !!! Ad attenderci c’erano i camerini, che sono lo spazio personale “a tempo determinato” dell’attore che prende una forma sempre diversa a seconda dell’artista ospitato; è il luogo in cui l’attore può ricreare un pò quell’ambiente che lo fa sentire a casa; ma ahimè non potemmo visitarli perchè era in corso la tourneé di Luca Zingaretti con “The Pride”..

Ma parliamo dell’attore di teatro, colui o colei che in una persona sola incorpora tanti personaggi, e per farlo ha bisogno di abiti di scena appropriati

e di un cerone; non mancano infatti sale trucco e parrucco e la curiosa sartoria, dove ho ritrovato un abito “rossiniano” indossato anni prima per “Road Italy” un programma di Rai 5.

C’è da dire che in teatro è “buona la prima”, dove la bravura di un attore non sta solo nel non sbagliare la propria parte ma anche a recuperare prontamente eventuali errori propri o altrui senza lasciare che il panico prenda il sopravvento; anche se si può pensare che l’attore principale abbia il ruolo fondamentale nella riuscita di uno spettacolo, vi sbagliate! Sappiate che uno spettacolo riesce se tutti e tutto si amalgamano bene.. anche la comparsa di mezzo minuto!! Il giro del teatro non è ancora terminato, dopo la zona artistica infatti si passa alla parte tecnica e alla sua organizzazione, composta di luci da accendere e spegnere al momento giusto, così come sipari da chiudere e aprire, quinte da cambiare, ecc.

img_6087Infine ci ritrovammo sparsi sul palcoscenico per le ultime spiegazioni…poi il buio.. un classico e prevedibile “OOOHHH” ruppe il silenzio e d’un tratto si aprì il sipario, davanti a noi si allargava la platea.. l’ignoto dell’attore!  Quello è stato il picco massimo di emozione della mattinata, e un flash back mi riportò a quei personaggi che interpretavo e a quei palchi che dominavo fino qualche anno fa..

 

Se siete interessati a questo giro tra le segrete di un teatro storico quale il Teatro Rossini, prenota la prossima visita a cura della cooperativa Teatro Skené (una garanzia ve lo assicuro).. ci sono ancora 3 appuntamenti in programma: 7 Febbraio, 13 Marzo e 3 Aprile.

 

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L’AMORE AI TEMPI DELLA GALLINELLA – SPECIALE SAN VALENTINO

Che mondo sarebbe senza l’Amore ??? Pensateci bene.. non possiamo vivere senza amore.. tutti “amano l’amore”.. tutti aspirano “all’amore”.. è la nostra unica salvezza (come diceva il Dalai Lama)!

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E allora basta di snobbare il giorno in cui si festeggia un sentimento che andrebbe venerato tutto l’anno! Il 14 Febbraio, San Valentino, è alle porte, oltre a ricordarvi che questo Santo è patrono della città di Terni, che come ogni anno si prepara a celebrare la festa degli innamorati a suon di frecce di cupido, io sono qui per proporvi, come piaceva a Bridjet Jones, delle mini/maxi fughe romantiche; un pò come 7 spose per 7 fratelli, eccovi le mie 7 idee per 7 gusti:

1) Per gli appassionati di musica classica – Pesaro. In occasione dell’anno bisestile vi suggerisco un giretto nella mia città, che ha visto nascere e crescere un grande musicista; sto parlando di Gioacchino Rossini nato proprio il 29 febbraio. Potrete assistere a uno spettacolo nel Teatro Rossini, ma anche visitare le “segrete” di questo antico edificio prenotando la vostra visita interessantissima tramite la cooperativa culturale Teatro Skené (la prossima è prevista per il 7 Febbraio, affrettatevi!); Oltre al teatro, è possibile inoltrarsi presso la casa dell’allora giovane musicista e perchè no, anche del famoso conservatorio, che ogni anno ospita numerosi studenti da tutto il mondo. Terminati i giri culturali, aprite poi la serata con un bicchiere di Rossini e soprattutto non perdetevi la bizzarra pizza Rossini a base di uova sode e maionese (non fate quella faccia schifita.. perchè è squisita!!!).


2) Per gli sportivi alternativi – CataKite firmato Marmaglia Sailing dal 20 Febbraio al 2 Marzo. Spinti dall’Aliseo, il vento dei Caraibi, veleggerete a bordo di Lagoon 39 alla scoperta degli spot da kitesurf più belli del mar dei Caraibi, tra gli atolli di Guadalupa, Antigua e Barbuda, condividendo questa avventura con nuovi amici. Ma non farete solo kite: snorkeling, escursioni a terra, pesca a traina sono esempi di altre attività immancabili. A terra queste isole offrono un’atmosfera divertente con villaggi assolutamente da scoprire; e la sera ci si divertirà nei locali tipici con gente ancor più calorosa del loro ottimo rum caraibico.

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3) Per i golosi – Cioccolata. Se regalare dei cioccolatini per San Valentino è sempre cosa buona e giusta.. un bagno in una vasca di cioccolato non è mai stato così speciale! Tutto questo è possibile alla CioccoLocanda di Cuneo, una struttura “al sabor de chocolau” datata fine ‘700, le cui 7 camere si ispirano ai paesi produttori di cacao; ma non solo, alla CioccoLocanda è possibile gustare la cena ai toni del cacao e/o visitare il Museo del Cioccolato. Insomma un’esperienza unica dove è anche possibile (su prenotazione) frequentare corsi di cucina e pasticceria. La Fabbrica di Cioccolato diventa realtà, ma non sperate che il vostro ragazzo si trasformi in Willy Wonka ih ih ih 😛 😀

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4) Per chi crede ancora nelle favole – La Casetta sull’Albero. Chi non ha mai sognato da piccola/o di godere di un piccolo rifugio di legno sospeso su un albero??? Chi non ha mai desiderato di sentirsi sospeso nell’aria e di poter librare come un passerotto??? Ecco io non vi aiuterò a spiccare il volo ma certamente posso suggerirvi di prenotare una notte (o più) nella casetta sull’albero; ce ne sono diverse La Piantata nei dintorni e contorni romani è la mia preferita, ma ce ne sono altre come Il Giardino dei Semplici in provicincia di Cuneo, o la versione “economica” ma comunque valida rintracciabile su AirBnB con l’Aroma(n)tica Treehouse nel Monferrato.

hotel-casa-sull-albero5) Per gli amanti della natura – passeggiata a cavallo; Se siete appassionati di cavalli o se semplicemente state cercando un regalo diverso che coinvolga la natura, non posso fare a meno di consigliarvi una divertente passeggiata a cavallo. Se preferite trottare tra paesaggi di campagna/montagna contatta l’Agriturismo Ca’ Maddalena, se invece vuoi provare il brivido di galoppare sulla spiaggia c’è la Tenuta Madonna del Cavaliere.


6) “Due cuori e un igloo” – E’ la rivisitazione invernale di “due cuori e una capanna”, quello che vi viene proposto dal rifugio Bellavista, nel ghiacciaio in Val Senales. Anche se all’interno dell’igloo tutto è ghiaccio, tranquilli, non soffrirete il freddo. Sul letto matrimoniale infatti, pelli di pecora e sacchi a pelo vi isoleranno perfettamente. La “Igloo Experience” comprende pernottamento, cena, bottiglia di spumante, utilizzo della sauna finlandese e della hot-tub, tè del risveglio (con possibilità di godere dell’alba che sorge sulle cime circostanti) e colazione al rifugio.

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7) Giro romantico via TRAM! – Un modo insolito di scoprire una delle città più fascinose d’Italia, e gustare un curato aperitivo gourmet. A bordo di un vecchio Tram, sarete guidati in un viaggio nel centro città di Torino o lungo il fiume Po accompagnati dalla degustazione di prodotti tipici e rinomati vini. In alternativa, un Tram del 1928 vi condurrà nel cuore di Roma servendovi una cena di 4 portate a base di prodotti tipici laziali; non solo, l’orchestra ospitata nel vagone concerto eseguirà brani del repertorio anni ’40.

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Se volete agganciare un extra al vostro regalo, eccovi ancora qualche idea:

  • libretto degli assegni di coppia, per un gesto d’amore ogni giorno; it-03-colazione
  • lenzuola per coppia;                                               skqzbg-l
  • una canzone per te.. una vera e propria canzone creata da te per il tuo lui/lei; canzoni_su_misura_og_image
  • portachiavi di coppia, magari per chi è da poco andato a vivere insieme o è in procinto di;                                                                home_sweet_home
  • kit per fare crepes golose e veloci;                                          iLC-Crepes_pack
  • bottiglia personalizzata.                                             prosecco-de-faveri-modello-cuore-standard-075-l-iniziali

E adesso che mi sono esposta così.. io che cavolo regalo al mio ragazzo per fargli una sorpresa ????

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COSA FAI A CAPO”GALLO”?

Ci risiamo.. ormai 365 giorni sono passati, ed è ora di pensare a cosa fare la notte tra il vecchio e il nuovo anno. C’è chi è indifferente all’evento, e chi come me invece ama i festeggiamenti di questo periodo ricercando sempre qualcosa di nuovo ed alternativo..

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Ecco che la vostra Gallinella vi riporta 6 idee, da me personalmente selezionate, per una “fuga capodannifera” coi fiocchi..

  1. In Città. Forse il Capodanno più banale, ma se vi nominassi Pesaro tutto cambia! Pesaro è la mia città; quest’anno devo dire che si è superata, trasformandosi a dovere per le feste. A partire dai negozi propriamente agghindati, alla neve, alla musica, alle luci ed agli eventi presenti in ogni angolo nelle ore più svariate. Consulta il programma per segnarti i maggiori avvenimenti e festeggia il capodanno nella città della musica, casa natale di Gioacchino Rossini (ricordo eh eh eh) in Piazza del Popolo in compagnia di Radio 105.                                                                12289674_1672493462997833_6160603701992893532_n
  2. In Treno. Sto parlando del Bernina Express, che vi porterà fino a 2.253 mt di altezza attraverso i paesaggi naturali della Valtellina e dell’Engadina. Oltre alla natura è la ferrovia stessa a dare sensazioni uniche con le sue locomotive e i suoi vagoni, che sembrano ricordare un giocattolo. Il treno passa per Saint Moritz con la sua magica atmosfera invernale, Livigno che vi permetterà di sfruttare la “zona franca” nei vostri acquisti e Bormio con le sue terme.                      capodanno-bernina-express-max
  3. Nel Medioevo. Viaggiare nel tempo proprio mentre si attende l’arrivo di un nuovo anno? In Toscana si può, a Bagno a Ripoli, città simbolo del Medioevo, nelle colline fiorentine, all’Antico Spedale di Bigallo (guarda un pò un “gallo” c’è sempre nel mezzo!). La notte di Capodanno, porte aperte nella storia con una coinvolgente festa a base di menù tradizionali e rallegrata dall’animazione di giocolieri ed artisti in costume. Gli ospiti possono indossare costumi d’epoca ed immergersi veramente nel passato.                                                                                                                              capodanno-medievale
  4. In un Monastero. Camaldoli, fondata mille anni fa da san Romualdo, è una comunità di monaci benedettini.La Foresteria del Monastero ospita nel periodo di fine anno singoli, coppie, famiglie e gruppi. Un gruppo di giovani aretini si ritroverà in Cattedrale alle 18 per la Messa di ringraziamento del 31 dicembre per poi partire alla volta del Sacro Eremo. Alle 21 si svolgerà una fiaccolata che da Serravalle porterà a Camaldoli. Qui sarà possibile festeggiare, con tanto di rinfresco e brindisi, con i monaci e i giovani della Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). La partecipazione è libera. Per iniziare l’anno all’insegna della speranza e della preghiera. Se ti piace l’idea puoi anche consultare il Ponticello, che ha organizzato 3 giorni tra Camaldoli e la Verna, tra sport naturalistico e spiritualità. gennaio2014
  5. In Montagna. Sempre il Ponticello, ha in serbo un’altra gita di pochi giorni nella “Cappadocia delle Marche”; ciaspolando tra il 2015 e il 2016 nei monti sibillini, vi divertirete nel Parco Avventura, ammirerete il Lago di Fiastra e rimarrete affascinati dalle Lame Rosse, i Piani di Ragnolo, e il Santuario di Macereto. i_a143e6e5b8
  6. In Barca a Vela. Per ultimo ma non meno importante, un Capodanno all’insegna del mare, del caldo e del divertimento. Come accennato in uno dei miei ultimi articoli, a partire dal nuovo anno scriverò alcune delle mie avventure in barca vela insieme alla flottiglia Marmaglia Sailing, che per il capodanno 2016 propone il Brasile!! Ad Angra dos Reis, a sud di Rio de Janeiro, in un arcipelago di rara bellezza, una grossa baia tempestata di isole lussureggianti ricca di calette e spiagge sabbiose ancora sconosciuta al turismo di massa. All’interno delle isole non ci sono strade nè auto, ma solo sentieri che conducono verso piccole cascate, laghi nascosti e qualche villaggio di stradine di ciottoli ai margini della foresta tropicale abitata da scimmie e colibrì. Andrete alla scoperta delle numerose isole incontaminate dai nomi esotici quali Ilha De Cataguases, Ilhas Botinas, Ilha De Gipoia e Ilha De ItanHanga (cercatele su google per capire di cosa si tratti..)                                                                                                          catamarano-brasile

…peccato non avere le ferie perchè non avrei avuto dubbi su cosa scegliere. Per info e costi consulta il sito di Marmaglia Sailing, e/o la loro pagina facebook.

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Ad ogni modo non importa dove passi il Capodanno ma che tu sia in ottima compagnia..

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Buon Anno a tutti ..la vostra Gallinella in fuga!

PORTOGALLINELLO’S TOUR

La vacanza che ha senza dubbio segnato l’estate 2015 è stata quella in Portogallo; Notevoli sono state le cose viste e fatte, tanto da sembrare di essere partita per un mese, eppure si è trattato di un tour di soli 6 giorni, breve ma intensinsissimo.

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Iniziamo a dare qualche numero 😛 : 2 blogger all’avventura, “la gallinella in fuga” e “anny with the trolley”, 2 città differenti di arrivo e partenza, 5 alberghi in 6 giorni, 10 località visitate, 1250 km (circa) on the road tra nord centro e sud del Portogallo a bordo della nostra “black panther” a noleggio (riportata accuratamente rigata.. fortuna la KASKO!!!).

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Il nostro giro comincia a Braga, piccola città nel nord a un’oretta da Porto; raccolta, pulita, nuova.. sono i 3 aggettivi che potrei affibbiargli per riassumere al meglio quella che è stata ribattezzata la Roma portoghese. A Braga è iniziata anche la saga dell’acquisto cartoline, si perchè io e Annalisa ci siamo impegnate a spedire una cartolina al giorno, cioè una per tappa, giusto per dare un tocco vintage alla vacanza.

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A parte un giro per il delizioso centro in cui abbiamo fatto subito amicizia con SuperBock, la birra nazionale,  e bocconcini di varie farciture, non perdetevi il santuario del Bom Jesus, appena fuori città, che ha saputo zittire anche un’anti religione come me.. ma solo per la lunga scalinata eh 😛

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Di Porto, “Omeglio Oporto”, mi viene in mente, oltre la storica e particolare stazione ricoperta di azulejos, lo spettacolare panorama ammirabile dal suo “imponente ponte”;

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qui si apre la inebriante zona del Douro, il fiume che attraversa la città, il cui nome è già tutto un programma; attorno ad esso si moltiplicano infatti cantine su cantine dove poter degustare e degustare (fino a essere “douri” appunto)

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..magari accompagnati dalla triste ma dolce melodia del Fado, quello che in origine era il canto delle mogli che piangevano la partenza dei loro uomini, diventata una musica simbolo della tradizione portoghese.

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Lungo il fiume sono attraccati i “rabelos” ovvero le vecchie imbarcazioni con le quali veniva trasportato il vino in passato.. e se dopo un pomeriggio a bere “porto” siete ancora in vena di girare, la sera perdetevi tra le pittoresche e colorate viuzze di Ribeira alla ricerca di ristorantini tipici in cui mangiare il bacalau, o una bifana, che non è una befana ma un panino di carne..

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o, perchè non farsi una francesina, che non è una ragazza francese, ma un toast/”bomba a mano” farcito di carne, formaggio, uovo, sugo di pomodoro e patatine fritte..

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Dopo i primi 2/3 giorni passati a fare le turiste in giro per città, finalmente approdiamo in Algarve, a la “praia”;

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davvero non mi aspettavo un’acqua così limpida, chiara, azzurra.. pertanto fredda, ma tonificante, importante dopo tutti i km a piedi dei giorni prima, e visto che le “chapet” erano indurite da ore alla guida.

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Come non ammettere che al mare c’è tutto un altro clima, non parlo di temperature, ma di atmosfera ..c’è il vero odore di vacanza e di festa; non a caso, il tempo di stendere il mio telo “Birra Moretti”, così tanto per creare un pò di SuperBock competition, e c’era già l’harem intorno alle 2 bloggers.

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Più tardi ci aspettava la folle notte di Albufeira, iniziata con un mojito da asporto, e ancora non conclusa stando alla nosrtra memoria; anche in quella occasione siamo uscite con l’impegno della cartolina.. l’unica che di 6, a distanza di un mese, ancora non risulta pervenuta.. va a capire in che buca delle lettere abbiamo creduto di averla infilata!

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Anche il Portogallo dispone di una sua piccola Porto Cervo, se vogliamo.. a Vila Moura una volta parcheggiato lo yacht si scende per un giretto nel ricco centro cittadino, per una bottiglia di champagne e piatti di pesce.. proprio come me e Annalisa, che abbiamo sbucciato l’uovo sodo rubato la mattina in albergo, accompagnato da una cisterna di sangria.. mi repello solo a ripensarci.. ma andavamo a risparmio 😛

Sebbene le spiagge mi siano apparse molto simili tra loro, non generalizziamo l’Algarve, perchè una volta giunti a Sagres vi accorgerete di essere in un ambiente del tutto diverso. Qui la costa è molto esposta alle correnti, e per questo viene riconosciuta come il paradiso del surfista, ed è stato impossibile non imbattersi in una surf house che ci ha accolto con festa bbq (per un attimo mi è sembrato di essere a Byron Bay, Australia ..aahh saudade!).

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Sagres era stata scelta per poter fare tappa al faro di Cabo Sao Vicente, per l’ora del tramonto..

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ammirare il calar del sole da quella costiera a strapiombo sull’oceano che ti fa sentire piccola e inerme, con faro e luna sulla sfondo, e ovviamente una SuperBock a portata di mano (giusto per non farsi prendere dal panico delle vertigini) è stato il massimo della giornata!

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Una volta lasciato definitivamente l’Algarve, ma prima di entrare a Lisbona (ultima tappa del Portogallinello’s tour) ci siamo divertite a girarci un pò intorno.. Cabo da Roca, Sintra e Cascais.

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Cabo da Roca è il punto più a ovest dell’Europa, in cui si trova un altro faro, al di sotto del quale, raggiungibile a piede dopo una lunghissima camminata, c’è la praia da ursa, la spiaggia dell’orsa, a quanto pare nudista/naturista..MAI RAGGIUNTA!!!

Sintra è famosa per la sua ambientazione medievale, e per i suoi castelli.. ma io che non amo nè castelli, ne medioevo non sono rimasta troppo folgorata.. è una question di gusti! Cascai è la Milano Marittima della situazione con un mare pessimo.. decisamente bocciata!

Lisbona ci ha accolto con il suo lungo ed emozionante ponte “25 aprile”; alle spalle il saluto del Cristo Rei, inaugurato nel 1959, a seguito dell’idea dell’Arcivescovo di Lisbona che nel 1934 dopo un viaggio in Brasile fu ispirato dal più famoso Cristo Redentore di Rio de Janeiro.

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A Lisbona non eravamo sole ci aspettava una guida eccezionale: Erica, amica italiana che vive da qualche mese lì.

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Avevamo solo un giorno a disposizione per visitare la città, e la ragazza è stata bravissima a mostrarci i vari miradouri sparsi per LISHBOA, ovvero ampie terrazze naturali in cui ammirare la città da diversi punti,  la pink street (la via dei locali), il lungo fiume, il centro..

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in particolare ricordo il quartiere Alfama (da visitare con il famoso tram n.28), conosciuto per essere stato nel passato una sorta di zona a luci rosse, uno dei pochi quartieri a essere sopravvissuto al terremoto del 1755, il cui accaduto mise in discussione i vari bigottoni del tempo;

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poi certo non ci siamo fatte mancare una tappa alla torre di Belem,

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..ma senza addentrarci perchè abbiamo preferito testare l’omonima pasticceria di Patei du Belem.

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Abbiamo chiuso il tour in bellezza davanti a una piastra bollente in cui scaldare una mega bistecca, in compagnia di altri viaggiatori, incontrati per caso durante la lunga fila per entrare a Cabacas.. 1 ora di attesa (che rifarei) che ci ha portato a cenare con 2 canadesi, 1 koreano, 2 portoghesi e altri 2 italiani..

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..da lì si può proseguire verso Rua Atalaia, la via (e dintorni) per eccellenza in cui trovare micro locali distinti tra loro, per passare una divertentissima serata..

Insomma che dire.. è stato un viaggio alla scoperta del Portogallo tra mare e città, gusto e cultura, sole e soprattutto saudade.

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MES VACANCES AVEC LES BELGES

Le popolazioni del nord Europa prediligono passare le vacanze nelle campagne italiane, a differenza di noi italiani che preferiamo di gran lunga una bella settimana al mare. Perchè??? Nella settimana di ferie trascorsa nel “nowhere” della maremma con “7” belgi ho trovato la risposta..


Avevo già preventivato che non avrei trascorso la mia vacanza “tipo”, ovvero andare in un posto e girare come una trottola per vedere il “vedibile” e provare il “provabile”; queste ferie sarebbero state senza dubbio un’esperienza culturale, la vacanza dei e con i belgi 😉 Per qualche giorno mi sono sentita di nuovo in aspettativa.. perche immersa in usanze, cibo, lingua, e cultura di un’altro paese!


A questo punto immaginate un antico casale toscano (“Ciclone Style” tanto per rendervi l’idea) immerso in una campagna sconfinata, un’italiana con sette belgi ..et le jeux sont fait!


Una famiglia allargata così composta: Karine, mamma di Pauline (la mia amica conosciuta in Australia ..https://lagallinellainfuga.wordpress.com/2015/07/21/e-alla-fine-arriva-paulli/); Luc, il compagno di Karine;

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Charline, sorella di Pauline; Bertrand, il ragazzo di Charline; Jeremy, figlio di Luc; e Juan, amico di Jeremy ..scommetto che già vi siete persi..

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Dopo 4 ore circa di guida coast to coast dalle Marche alla Toscana, io e Pauline approdavamo finalmente a Ribolla, piccolo villaggio a una ventina di kilometri dal mare (in cui speravo di trovare enoteche ogni 3 x 2, ignorando però che la Ribolla Gialla che andavo cercando, non è toscana bensì veneta.. che ASINA!);

Eppure “dai che te dai”, ho trovato un’azienda agricola molto interessante, “I Campetti” (http://www.icampetti.it/), che si definiscono così: Non è un ristorante ma si può mangiare. Non è un’enoteca ma vi si trovano molti vini. E’ la nostra casa, la nostra azienda.”, in cui ho acquistato qualche souvenir 😉


La “famille” ci aspettava ansiosa per il pranzo ..e sulle note di una recente canzone di Stromae, cantante belga di cui la famiglia è molto fiera, diedi inizio a “mes vacances avec les belges” ..

..che potrebbe sembrare il titolo di uno di quei film di “delirio estivo” giovanile, fatto di serate, incontri, cocktail in riva al mare.. TUTT’ALTRO!!! Sono stati invece giorni dedicati al relax, al cibo, al bere, al dormire, allo stare insieme, al trascorrere del tempo in famiglia..


..una famiglia che non mi apparteneva ma con la quale ho passato momenti spensierati e ho appreso ovviamente degli insegnamenti! A cominciare dal Rikiki, un gioco di e con le carte da poker ultra divertente che io continuavo a chiamare “chicchirichì” per deformazione professionale 😛


Quasi tutte le sere dopo cena iniziava una battaglia all’ultimo “asso”, che io sono riuscita sempre ed immancabilmente a perdere..per forza, con tutto quel vino! Si, eravamo tutti e tutte le sere spensieratamente in sbornia ..però si è trattato di sbornie diverse, paradossalmente tranquille, seduti a un tavolo di risate..

..sbornie che vai a letto sereno come una pasqua e ti alzi come se nulla fosse successo e pronto a ripartire con un abbondante colazione a base di frutta e cereali; o volendo a base di rosé e patatine, come quella mattina che, stroncata dal Baccio della sera prima, il vino rosso che ha fatto da padrone tutti quei giorni, riuscii a dormire fino alle 13 (mai successo in vita mia) !


Il francese parlato?! un ferro arruginito, eppure me la cavavo.. ma il francese ascoltato eh eh, lo capivo eccome, non mi sfuggiva nulla, anche quando parlavano di cose che avrebbero preferito non ascoltassi.. Sorpresa da me stessa, ma soprattutto inebriata dal vino, iniziavo spesso la sera un viaggio mistico interpersonale in cui (am)miravo la situazione dall’esterno e proiettandomi nel futuro, immaginavo di ripensare alle mie vacanze con i belgi, a quelle sere d’estate nel casale di maremma a mangiare carne al bbq, bere vino rosso, giocare a rikiki, e parlare francese, e “francese parlare” e mentre pensavo tutto ciò, non ascoltavo più, e più non ascoltavo e meno capivo, e meno capivo, più “sfondoni tiravo” ..così finiva che la “belle-mère”, ovvero la matrigna, per me era un “mare bello”.. che storie, che viaggi..


Per una golosa come me, interessante è anche interagire in cucina.. quindi vedere come questa famiglia si destreggiava ai fornelli, che prodotti usassero, che pastrocchi creassero.. ad esempio uova sode e lenticchie erano sempre presenti, così come la nostra caprese, condita ovviamente con la famosa “vinaigrette”, cioè la salsa base per insalate, verdure e alcuni piatti di pesce, per esempio (pronti a inorridire???).. “pêches au thon”, che non è pesce al tonno come la fonetica possa farci illudere ma pesche sciroppate ripiene di tonno, vi assicuro che è una delizia..

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..e per chi voglia sorprendere gli ospiti con questo piatto facile e veloce, potete cliccare la seguente ricetta (google translate alla mano eh eh eh 😉 ): http://www.750g.com/peches-au-thon-r59866.htm. Ma immagino siate curiosi di sapere della “pasta” .. la pasta c’era, e non era male.. ma ovviamente cucinata e servita in maniera totalmente diversa da noi.. ad ogni modo io mi sono sempre leccata i baffi ad ogni pasto!


Dopo tanto mangiare ho dovuto dedicarmi anche allo sport; così un giorno presi la mountain bike per aggirarmi e perdermi tra la campagna..


e infine intraprendere una salita di circa 2 km verso Montemassi, un suggestivo borgo medievale sulle pendici di una collina del comune di Roccastrada..


..e li  ho incontrato Ermanno, il custode del casale, un personaggio simpatico con cui mi sono fatta due risate in italiano alla faccia del francese e dei belgi, un toscano doc se vogliamo, che con il suo “apino” 50 svettava le colline metallifere.


Altro paesino “caruccio” nelle vicinanze è Sassofortino, in cui siamo usciti per una pizza, dove ho dato via libera alle mie innate (ma dove?!) doti da interprete .. ah ah 😀


Sebbene, come dissi all’inizio, non fu una vacanza di scoperta territoriale, qualche piccolo giretto intorno a Ribolla ce lo siamo fatto.. passammo un pomeriggio a Castiglione della pescaia, una vera e propria delusione (per me), cioè niente di speciale, e mi rammarico di non essere andata a Cala Violina, così chiamata perchè pare che camminare sopra quel tipo di sabbia riproduca la melodia del violino, ma era troppo tardi per farsi 4 km a piedi per andare e altrettanti per tornare! Della giornata a Follonica ringrazio le negrette del Senegal che mi hanno intrecciato la testa,


e un gelato variegato

perchè anche in quella occasione non rimasi soddisfatta.

Se devo però assegnare una stellina di merito, senza dubbio, direi “lago dell’accesa”..

..un laghetto di acqua cristallina, dall’ambiente lounge, e dalla vegetazione lacustre ma natural chic.

Ogni volta che sentirò questa canzone, Firestone di Kygo, che io ho fantasiosamente e   fantasticamente tradotto con “bisogna battere il chiodo finchè è caldo”, non potrò fare a meno di pensare a questa estate 2015 ma sopratutto alla mia vacanza con i belgi! Una colonna sonora che ha messo d’accordo tutti.. e sopratutto per l’aperò in piscina!